Una sorprendente band norvegese il cui nome deriva da un B-movie di Russ Mayer.
Nel dicembre del 1990 registrano un demo e lo spediscono alla Voices Of Wonder che dopo qualche mese decide di pubblicarlo. Nasce così Lobotomizer, il primo di una serie di nove dischi che la band pubblica in soli sei anni.
Amano utilizzare linguaggi e influenze diverse: il risultato è un hard rock moderno con momenti grunge, folk e progressive.
I momenti migliori della prima fase della loro carriera sono Demon Box e Timothy's Monster.
Nel 1995 la band pubblica The Tussler, un disco country, in cui ancora una volta i Motorpsycho si dimostrano capaci di rileggere generi e stili differenti senza perdere la propria identità.
Let Them Eat Cake riesce ancora a sorprendere soprattutto per gli arrangiamenti d'archi e una sorta di pop psichedelico, mentre Barracuda è decisamente più rock'n' roll.
In Phanerothyme e It's a Love Cult, il suono del gruppo sembra ancora aprirsi a inedite sfumature pop.
Nel 2003 collaborano con i connazionali Jaga Jazzist per la collana In the Fishtank.
Dal 2005 al 2007, a seguito dell'abbandono di Gebhardt, i Motorpsycho dal vivo si avvalgono per un breve periodo della collaborazione di Jacco Van Rooij, poi sostituito da Kenneth Kapstad.
Snah W. Ryan: chitarre, voce addizionale, tastiere e violino
Bent Sather: voce, basso, chitarre, tastiere
Hakon Gebhardt :batteria, voce addizionale, banjo e chitarra


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