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sabato 20 ottobre 2012

PIERO CIAMPI




Nacque a Livorno il 28 settembre del 1934 nel quartiere Pontino.
La città rimarrà sempre il porto franco della sua anima da zingaro.
Maggiorenne s'iscriverà alla facoltà dell'Università di Pisa. Ma non dura molto: qualche esame e se ne torna a Livorno.
La musica lo sta aspettando. Mise, infatti, su con i suoi fratelli Roberto e Paolo un trio in cui lui era cantante.
Per vivere però lavorava in una ditta di oli lubrificanti del porto fino a quando non parti militare. Il periodo del CAR lo svolse a Pesaro dove nelle serate di libera uscita suonava nei locali.
Già durante questo periodo si ricordano le sue grandi bevute, il suo carattere che lo porta a cercare la rissa. Ma era anche un uomo e poeta affascinante che poteva suscitare solo sentimenti estremi: odio o amore. E di lui si innamora anche la figlia del comandante a cui Ciampi scrive lettere ogni giorno: secondo Reverberi, "neanche Cyrano de Bergerac avrebbe saputo fare di meglio".
Tornato a Livorno suona il contrabbasso (strumento imparato a suonare da autodidatta) in piccoli complessini della zona. Ma l'inquietudine e l'insoddisfazione crescevano e così nel 1957, senza una lira in tasca, passò da Genova, dove incontrò Reverberi e dove nacque l'amicizia con il pittore Federico Sirigu, per poi andare a Parigi. Qui si arrangiava cantando per poche lire le sue poesie, magari scritte poche ore prima in una birreria. Spesso non aveva neppure i soldi per mangiare ma si fece conoscere in alcuni ambienti parigini dove lo chiamavano "l'italianó"; qui conobbe Louis-Ferdinand Céline e divenne estimatore di Georges Brassens. Torna a Livorno e grazie a Gianfranco Reverberi e Franco Crepax riesce ad effettuare le prime incisioni. Il primo album non riscuote successo. Ciampi è sempre più irrequieto e insoddisfatto, vagabonda e beve: Irlanda, Inghilterra, Spagna, Svezia.
Si sposa, ha una figlia ma non è mai contento. Incide altri due album ma la situazione non migliora.
Ad apprezzarlo e riconoscerne la grandezza di autore ed interprete sono solo alcuni amici dei primi anni milanesi tra cui Gino Paoli che da tempo interpretava sue canzoni e che riuscì a fargli avere un contratto con la RCA Italiana e un consistente anticipo in denaro che il cantautore livornese dilapidò senza incidere un solo pezzo. Ai concerti per lui organizzati partecipa spesso sbronzo, o insultando la platea. Nonostante la scontrosità dovuta all'abuso di alcool, coltiva comunque alcune amicizie, come quella col calciatore friulano Ezio Vendrame, suo caro amico in quegli anni, che durante un incontro allo stadio Appiani con la maglia del Padova fermò il gioco per salutare pubblicamente Piero, dopo averlo riconosciuto per caso sugli spalti.
Piero il grande successo non lo conobbe mai. e anche delle occasioni di visibilità lui se ne frega.
Il 19 gennaio 1980 Piero Ciampi fu vittima di un terribile imbroglio; dopo essersi preparato per tutta la vita una morte per cirrosi epatica, l'ultima sua "carta in regola", se n'è andato, a Roma, per un cancro alla gola.




"Piero Ciampi scrive le sue canzoni sulle tovaglie di carta. Alcune, ne sono sicuro, si perdono insieme alle molliche e ai cerchi rossi lasciati dal bicchiere. Altre, invece, quelle che si salvano, te le racconta a tavola, o quando ti capita di dargli un passaggio. Altre ancora, infine, le registra su disco. E queste non sono necessariamente le migliori, né lo rappresentano meglio di quanto non faccia un suo gesto o una sua risata. Eppure bastano questi frammenti così ingenerosi, questa scelta arbitraria e capricciosa, questi graffi di vita a restituirci Piero Ciampi intero e solitario nella sua voglia di essere e nella sua capacità di parlare. Nella noiosa foresta della Gente Muta le sue canzoni sono i sassolini che ci portano alla spianata da cui, con un po' di fortuna, si può vedere un pezzetto di luna. E' facile sbarazzarsi di Piero Ciampi dandogli del poeta, ma non è vero. Ciampi non ha tempo per questo; è troppo occupato a vivere." (Francesco de Gregori, 1975, in occasione dell'uscita dell'album "Dentro e fuori").



"Dunque, molto tempo fa io ho conosciuto una persona molto speciale, un uomo meraviglioso. Lui era un poeta e si è bevuto tutta la vita. Se l'è bevuta tutta! E poi se n'è tornato nel suo pianeta. Io canto le sue storie, le parole che lui ha scritto per me: il suo nome è Piero Ciampi". 
(Introduzione a “Come faceva freddo” ) di Nada


 

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